Il Castello dei Malaspina – Fosdinovo

Castello Malaspina è una dimora storica, si trova nel paese di Fosdinovo e, recentemente ristrutturato, è il Castello più grande e meglio conservato della Lunigiana.

La costruzione della fortezza ebbe inizio nella 2′ metà del XII sec..

Nei secoli a venire il Castello, per volontà dei proprietari che si susseguirono, s’ ingrandira’ e si abbellira’.

Nella parte finale del quattrocento venne restaurato. Nel cinquecento acquistò l’ aspetto di dimora gentilizia e la dimensione di corte rinascimentale e conobbe un ulteriore crescita anche nel seicento.
Il Castello risulta oggi completamente arredato e una sua parte è in alcuni periodi dell’anno adibita ad accogliere ospiti paganti ( si può prenotare il pernottamento anche su Internet).
È visitabile, con una guida che spiega, attraversandolo, le varie vicissitudini che si sono tramandate fino ai nostri giorni.
E quando ci siamo andati noi…quante ne ha raccontate.
Abbiamo imparato che il Castello è proprietà privata dei Malaspina, ci sono diverse ramificazioni dal ceppo originario dei Malaspina, identificabili dall’ animale sullo stemma. Il punto in comune è il ramo di biancospino. Si racconta che il primogenito fosse prigioniero del re che in una battuta di caccia si addormento’. Il fanciullo prigioniero ne approfitto’ lanciandogli contro i cani e trafisse il collo del re con una spina del bosco. Il re morì. Da qui Malaspina.
Questo è il primo racconto raffigurato nel quadro della prima sala visitata ( prima di questa sala però ci ha fatto vedere una sala non ufficiale dove venivano effettuate le torture e dove ancora erano presenti gli strumenti usati nei secoli passati ).
Ma ce ne sono altre di storie, affascinanti, sanguinarie.
C’ era una baronessa, a cui furono uccisi i fratelli e il marito. Quando rimase vedova era incinta e dovette partorire in pubblico davanti a notai e balie per dimostrare che il primogenito fosse un maschio. Dopo fu costretta a tenere il fanciullo in una culla di ferro ,( foto) chiusa con un lucchetto, sorvegliato a vista da guardie e anche quando la balia si avvicinava per nutrirlo veniva scortata. Questo fino alla maggiore età del giovane. 22 anni. Nel frattempo la baronessa, forse irrequieta, si dice venisse di sovente accompagnata da amanti ma la cosa triste era che quando qualcuno di questi diveniva scomodo improvvisamente scompariva dentro una botola posta in cucina e cadeva in un pozzo. Allora il boia riceveva l’ ordine e azionava le macine appuntite. Poi veniva gettata calce e dell’ amante indesiderato non si sapeva più niente.
Poi c’è la stanza del fantasma. È una stanza che si trova su una torre e per accedervi sono necessarie tre rampe di scale. Si dice che nel letto che ancora oggi si trova lì siano morte svariate persone nelle più atroci modalità, e sembra spiriti inquieti si aggirino la notte tanto che sono stati organizzati tour nelle ore notturne alla caccia dell’ ectoplasma. Si dice anche che nella stanza siano stati trovati scheletri murati e nascosti. Comunque sembra che all’ entrata siano in vendita foto più o meno originali dove si dovrebbe vedere una presenza non di questa terra.
Si racconta poi che persino Dante abbia pernottato nel Castello durante il suo esilio e la sua camera è rimasta intatta. Anche se non è provato lo racconta persino Boccaccio. Inoltre Dante, per ringraziare dell’ ospitalità i Malaspina, ha concesso loro il Purgatorio.
Ultima ma non meno affascinante storia, è del trompe-oeil. Commissionato dalla suddetta baronessa avrebbe dovuto raffigurare scene paradisiache o bucoliche, ma il giovane pittore non si sa se perché ribelle o poco rispettoso, decise di dipingere un’ alce con in primo piano il suo deretano, che rimane in primo piano da qualsiasi punto della stanza lo si guardi, grazie ad un trucco di prospettiva. Il giovane ha rischiato la vita è la cancellazione dell’ opera perché rese furiosa la baronessa, ma alla fine forse diverti’ anche lei. Il giovane sopravvisse e la sua opera è ancora a noi visibile.
Poi ci sono molte altre storie, ma consigliamo a tutti di andare a visitare il Castello, per farsi la propria idea su queste intricate vicende d’ altri tempi.
Poi è bello il castello, nelle giornate limpide dalle sue torri e dagli alti viadotti è possibile vedere il golfo di La Spezia, molte isole tra cui la Corsica.
E inoltre c’è quiete.
Detto questo, posto altamente consigliato. A grandi e piccini ( basta che siano temerari…:)).

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