L’ Abbazia di San Galgano!

L’ Abbazia di San Galgano è un’ Abbazia cistercense, sita nel comune di Chiusdino, ad una trentina di km da Siena. Il sito è costituito dall’ eremo detto ” Rotonda di Montesiepi ” e dalla grande Abbazia.

Di San Galgano tra le altre cose si sa che dopo una giovinezza disordinata si convertì nel giorno di Natale del 1180 e, giunto sul colle di Montesiepi, infissie la sua spada nel terreno allo scopo di trasformarla in una croce. Ancora oggi visitando l’ eremo è visibile la spada consumata dagli anni protetta da una teca, ed è spesso accomunata questa circostanza alla spada nella roccia di Re Artù.
La vita da eremita di San Galgano durò un solo anno e nel luogo della sua morte venne eretta una cappella per ricordarlo.
Successivamente si decise di costruire nello stesso luogo un monastero e vennero incaricati i Cistercensi, con cui Galgano era entrato in contatto prima della sua morte.
Grande fu il flusso di denaro che permise una costruzione spedita e già nel 1288 l’ Abbazia venne consacrata.
Dopo un primo periodo di ricchezza e fortuna nel XIV sec. la situazione iniziò a peggiorare prima per una carestia poi per la peste. Successivamente l’ Abbazia venne ripetutamente saccheggiata. La crisi continuò nel XV sec. e nel 1474 i monaci fecero edificare a Siena il cosiddetto palazzo di San Galgano e vi si trasferirono.
Dall’ inizio del 1500 la rovina del complesso fu rapida, basti pensare che ben presto venne venduta anche la copertura in piombo dell’ Abbazia.
Nella prima metà del ‘700 il complesso risultava crollato in più parti ed anche il campanile venne a mancare perché colpito da un fulmine.
L’ abbazia comunque, oggi anche sconsacrata, rappresenta uno dei maggiori esempi dello stile gotico, il più grande in Toscana ma importante in tutta Italia.
Oggi è possibile recarsi all’ Abbazia, e, pagando un modesto prezzo, visitarla, assieme all’ eremo.
Certo lascia un po’ attoniti una volta entrati trovarsi di fronte a quella maestosità in completa rovina, e la mancanza del tetto provoca giochi di luce affascinanti. Comunque è un’ esperienza intensa. Pensare a tutti gli eventi lì susseguitisi, alla sua storia. E poi è travolgente nella sua grandezza, con le sue tre lunghissime navate, e quei piccoli particolari che fanno volare la mente ad oscure verità ormai passate. Lo stile gotico è ancora evidente, e si rimpiange visitandola di non poterla ormai più ammirare nello splendore che di certo doveva avere. E quando si esce e si vede dall’ esterno in tutta la sua ampiezza..fa quasi impressione. È immensa.
Salendo poi un viottolo  ci si trova nella “Rotonda di Montesiepi” con “la spada nella roccia”. È una piccola cappella molto essenziale nei contenuti.
Entrambi i luoghi comunque richiamano alla mente la ” grandezza ” che avevano nei tempi passati e tutti, almeno da quel che ho visto, si comportano in modo rispettoso.
C’è da dire poi che nella grande Abbazia in rovina sono state girate molte scene di films, videoclip musicali, e spesso vengono lì intrattenuti concerti, e come sfondo, è davvero eccezionale.

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