Monte Amiata….Arcidosso!

Il monte Amiata è un massiccio dell’ Antiappennino toscano posto tra la Maremma la Val d’ Orcia e la Val di Chiana, compreso tra la provincia di Grosseto e di Siena.

Antico vulcano, ormai spento, con i suoi 1.738 metri svetta sulla Toscana meridionale e sulle vallate circostanti.
Il massiccio montuoso include numerose vette di altitudine inferiore e vi si trovano le sorgenti di diversi fiumi che costituiscono una ricchezza idrica che da sempre caratterizza questo rilievo vulcanico.
Sia pur poco densamente popolata, nell’ area si trovano diversi comuni che offrono la possibilità di visitare numerosi monumenti e luoghi d’ interesse.
Essendo una vetta isolata, quella dell’ Amiata, offre nelle terse giornate invernali un panorama mozzafiato ( tra l’ altro documentato anche dalle foto da me postate ), si può scorgere la quasi totalità degli Appennini e le città di Grosseto Siena Arezzo e Viterbo.
Noi ci eravamo in effetti un po’ persi alla base del massiccio, poi abbiamo trovato un cartello, “per la Vetta dell’ Amiata”, abbiamo seguito quello e i nostri guai sono finiti.
Ma quanta bellezza tra le pendici e la cima..ai lati delle strade c’ erano boschi talmente precisi da sembrare surreali. Gli alberi sembravano messi nel numero giusto nel posto giusto, e il sottobosco..il sottobosco ci ha lasciato senza parole. Spesso viaggiando sulle montagne della Toscana e della Liguria si incontrano boschi sì, peraltro bellissimi, ma a volte sembra quasi impossibile accedervi perché alla base degli alberi si trova di tutto, tra vegetazione e non, veramente ci vorrebbe una motosega.
Qui solo qualche marrone nostalgica foglia caduta per la stagione autunnale, a rendere il contesto ancora più “romantico”. Certo gli abitanti di quei luoghi devono dedicare molta attenzione a quest’ aspetto, ma i risultati sono eccezionali.
Proseguendo poi incontrammo diverse aree attrezzate per pic nic, in una ci fermammo anche, e questa in particolare aveva vicino un enorme masso che era stato scavato per formare un braciere, e l’ immaginazione volava verso le grigliate da poter fare lì nella bella stagione.
Ancora verso la Vetta, e incontriamo un laghetto, ghiacciato, di cui sappiamo essercene molti sul massiccio. A nostro rischio siamo andati a scivolare sul ghiaccio ed era un contesto quasi surreale, persi nella beatitudine di quei boschi.
A volte fermavamo la macchina perché la vegetazione lasciava spazio sul panorama, permettendo qualche foto, e anche se non eravamo sulla cima, ai nostri occhi era offerta una visuale eccezionale, sulle vallate sottostanti.
Poi finalmente, sempre seguendo il cartello “per la Vetta dell’ Amiata”, raggiungemmo la Vetta dell’ Amiata. E qui forse rimanemmo un po’ male….c’ era poca gente e tanti locali chiusi e un po’ fatiscenti. Ma ci guardammo attorno, dopo piccole passeggiate nei boschetti circostanti, notammo una ripida salita, coperta di neve ghiacciata. La prendemmo, e una volta in cima eravamo davvero sulla Vetta dell’ Amiata.
C’ era una specie di balcone sospeso nel niente è affacciandosi erano ben visibili la Val d’ Orcia, la Val di Chiana, il Grossetano..e a parità nostra in lontananza una grossa fetta degli Appennini.
C’ era una grandissima croce metallica, di cui purtroppo ignoro il messaggio o il significato, e ci sembrò eccezionale costruita su un piccolo frammento di terra tanto impervio.
Un po’ più avanti si trova la Madonna degli scout che vuole essere un’ augurio una preghiera che riescano a superare le difficoltà delle vita ‘ scalare’ fino a raggiungere la beatitudine.
Poi avevamo visto quel che c’ era da vedere così ci dirigemmo nel piccolo locale per chiedere informazioni su dove saremmo potuti andare. L’ inserviente molto gentilmente ci disse che il territorio era ricco di paesini dall’ alto valore storico..Arcidosso, Montelaterone, Abbazia di Sant’ Antimo, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio…ed altri.
Noi ci dicemmo che per il tempo che ci rimaneva avremmo dovuto sceglierne uno è decidemmo per Arcidosso.
Quindi lasciammo la vetta riprendemmo la macchina, percorremmo ancora qualche km tra quei magnifici boschi..ed eravamo nel centro medievale di Arcidosso.
Ci colpirono subito i numerosi mantra orientali che svolazzano lungo i vicoli, ci addentrammo un po’ di più e godemmo di libero accesso ad una mostra sulla cultura e sulle tradizioni religiosi orientali. Molto carina, molto ben fatta, multimediale.
Poi fu la volta di visitare il castello di Arcidosso anche questo ad ingresso libero, dove era allestita una ben fatta su un certo visionario David Lazzeretti, ma non ci soffermammo molto a leggere gli articoli. Vedemmo il castello per la sua interezza, con le cellette la torre, ma non era poi così grande.
Perciò facemmo una passeggiata tra i suggestivi vicoli e poi ritorno alla macchina.
Anche l’ esperienza con il Monte Amiata era finita, si era fatto buio e troppo tardi per visitare un altro paese….rimanemmo soddisfatti, in fondo era bassissima stagione ma quella montagna ci aveva saputo regalare emozioni e i paesini un ricordo del passato. Veramente consiglierei a tutti la sua vetta per il panorama e i suggestivi boschi sottostanti per un romantico pranzo al sacco, magari in periodo estivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...