Trentino – Merano, Val Senales!

Un’ altra visita in Trentino che ci ha regalato meravigliosi ricordi da portare per sempre con noi, fu quando soggiornammo a Renon, in provincia di Bolzano.
Già il luogo in cui si trovava il nostro hotel era caratteristico dell’ Alto Adige..vegetazione immacolata dappertutto e qua e là qualche laghetto con mucche a pascolare.
Ma i siti da visitare, che ancora oggi mi scaldano il cuore, con  le immagini che hanno lasciato impresse, erano nel raggio di una cinquantina di km.
La prima meraviglia che visitammo furono i Giardini di Castel Trauttmansdorff. Se si pensa ai soliti giardini botanici spesso pubblicizzati nei dintorni delle citta’…non ci siamo proprio.
Suddetti Giardini, detti anche di Sissi, principessa che sembra abbia avuto notevole influenza nella loro realizzazione, si trovano a Merano e si estendono su una superficie complessiva di 120.000 mt quadrati.
Tralasciando la lunga storia del castello che si trova quasi ‘ a guardia’ dei Giardini, che è tra l’altro visitabile ( ma io non ci sono andato quindi non ne parlerò ), nel momento stesso in cui si accede a questo immenso ‘ orto botanico ‘ si rimane stupefatti.
Aperto dal 1’ aprile al 15 novembre, vi si trovano piante, e anche animali e insetti, provenienti praticamente da ogni parte del mondo.
Passeggiando ti trovi a vivere in piccoli habitat tropicali, passando poi ad attraversare zone circondate da piante indonesiane, orientali. Poi ancora c’è una specie di ‘ museo ‘ dedicato alle piante grasse, di ogni tipo, e ho visto persone appassionate del genere veramente rimanerne estasiate davanti.
Poi è difficile da descrivere, è immenso, e non ci sono solo piante.
Ci sono giardini terrazzati e giardini acquatici, il Giardino dei Sensi ed il Giardino Giapponese, e poi varie sezioni dedicate a certi tipi di esemplari nello specifico. È inoltre molto divertente una sorta di tunnel sotterraneo che con luci e animazioni rappresenta in un ambiente realmente suggestivo come tutto sulla terra abbia preso vita e l’ importanza della vegetazione in questo processo. Potrete trovare poi un labirinto, realizzato tra siepi, e una piattaforma panoramica che offre una visuale eccezionale sul giardino stesso, le località urbane circostanti contornate dalle tipiche vette del Trentino. Poi senza che li stia a descrivere nello specifico ci sono fontane, tematiche, molto carine. Specie di giochi sparsi qua e là come ad esempio buchi in una roccia particolare in cui poter inserire la testa per poi parlarci dentro e godersi l’ effetto dell’ eco, che scuoteva il corpo intero. E ancora si poteva passeggiare in immense voliere con grossi pappagalli ed altri esemplari esotici, si potevano incontrare improvvisamente lama con i quali scherzare. Rappresentazioni di vecchi mulini. Un piccolo laghetto ricco di cigni e oche, con un ampia terrazza attrezzata per la ristorazione.
Poi è inutile, non potrò mai descrivervi la bellezza che quell’ ambiente ha suscitato dentro di me così come credo faccia più o meno con chiunque lo visiti. Per gli amanti della natura, e non solo, è veramente un luogo raro per la sua completezza e la cura con cui è tenuto, un appunto da prendere sul quaderno dove si pianificano le prossime avventure!

Fu la volta poi di poter ammirare la Val Senales, sempre a pochi km da Merano.

Nonostante non fosse propriamente periodo sciistico, non ci annoiammo affatto. Preso un caffè in un caratteristico locale, a Maso Corto, località alla fine della valle, a 2000 mt s.l.m., dovremmo decidere se prendere la funivia che da lì porta sulla Croda delle Cornacchie, a 3.220 mt..soltanto che non era proprio bel tempo, faceva freddo e la nebbia presente avrebbe compromesso la visuale che altrimenti da lassù dev’essere essere ‘pazzesca’.

Non andammo alla fine, con un po’ d’ amaro nel cuore. Allora tornammo nella piazzetta principale per un po’ di shopping di oggetti caratteristici in negozietti caratteristici..e poi..un po’ di moto dovevamo pur farlo!..allora all’ interno della valle si trova il lago artificiale di Vernago, la cui bellezza circondato dalle vette è sorprendente.

Noi percorremmo a piedi tutta la sua lunghezza sul lato della strada su una piccola via sterrata, circondati da pecore e agnelli lasciati liberi a pascolare, e fu sinceramente un’ esperienza emozionante, avvolti da tanta immacolata bellezza. E questa fu la nostra puntata in Val Senales…ANCHE PERCHÉ…sapemmo dopo che eravamo vicini al punto di partenza per il sentiero che porta al ghiacciaio di Senales, dove nel 1991 è stata trovata la “Mummia del Similaun”, che poi venne rinominata Otzi.

Infatti non capivamo quando vedevamo scritto Otzi ovunque sui negozi…ignoranza nostra, dannata inconsapevolezza che ci ha forse precluso un’ impresa potenzialmente memorabile.

E poi l’ ultimo luogo che visitammo in questi due giorni.

Prima di questo però l’ aspetto enogastronomico. La cucina trentina è tipica, diciamo, così come i luoghi stessi in cui si consumano pranzi e cene. Per chi ama i gusti forti…funghi, canederli, grandi vassoi di carne alla brace con saporite salse, il tipico speck…e molte altre specialità che non ho avuto la fortuna di gustare…inoltre..anche un piatto non propriamente tipico, vi assicuro lo diventa nel contesto, così, non preoccupatevi del cibo, se avete intenzione di andare in Trentino.

E il vino..beh, quasi tutte le strade in Trentino sono accompagnate per decine e decine di km da immensi vigneti, poi tutti quelli che dalle strade non si vedono..beh, con tutta quest’ uva..può essere cattivo il vino?

E l’ ultimo episodio di quest’ avventura…andammo al Messner Mountain Museum Firmiam, la sede centrale del progetto museale ideato dall’ alpinista altoatesino Reinhold Messner.

Il museo è collocato tra le mura del Castel Firmiamo, antica fortezza che domina la città di Bolzano. Il percorso espositivo si sviluppa tra le varie aree del castello, e vuole, attraverso l’ esposizione di opere, cimeli e reperti, narrare il rapporto che unisce l’ uomo alla montagna, la nascita delle catene montuose, la storia dell’ alpinismo.

La mia esperienza con questo museo però è rimasta un po’ controversa. Premesso che era troppo affollato. Il luogo era bellissimo e offriva visuali del territorio circostante eccezionali..purtroppo però, sicuramente per mia mancanza, non sono riuscito a collegare la vista delle varie opere e reperti, per lo più provenienti dall’ Oriente, con lo scopo insito della visita, saperne di più sull’ alpinismo e sulle montagne. Detto questo però è anche vero che di opere, forse pezzi unici, ce n’è erano davvero molte, sparse un po’ ovunque, e, anche se ignoravo il loro significato…lasciatevi  dire è stato un bel vedere.

Poi il luogo in sé esigeva rispetto. E ti era naturale darne. Pensate che era scritto all’ inizio vietato fumare..io, accanito fumatore, all’ aperto, in quasi sei ore, sono riuscito a fumare solo mezza, perché l’ unica volta che ho trovato il coraggio poi mi sono sentito in colpa…sciocchezze a parte..

Spero che questa descrizione di un altro “pezzo” di Trentino vi abbia dato informazioni utili, se non altro vi abbia piacevolmente intrattenuto.
Sono posti eccezionali, fidatevi, se non sapete dove andare, fateci un pensierino…


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